La Funzione Pastorale

Credo non sia possibile di fornire un elenco esaustivo circa la funzione pastorale in seno al RnS, riporto alcuni punti che ritengo fondamentali per un esercizio proficuo dell’autorità carismatica nei nostri gruppi.

Naturalmente la “pastoralità” è un ambito complesso, che richiederebbe una trattazione particolare sia dal punto di

vista biblico che spirituale.

Spesso gli animatori eletti negli organi pastorali, cammin facendo, entrano in “crisi” perché non sempre riesco a comprendere il proprio ruolo “pastorale”, il ruolo del sacerdote nel consiglio pastorale ecc. e desidererebbero una sorta di “manuale del pastorale” con indicazioni e suggerimenti precisi, in modo da essere sempre nelle condizioni di fare le scelte giuste al momento giusto.

Niente di più sbagliato. Sono infatti convinto, che la pastoralità è un arte che si impara giorno dopo giorno, nella maniera in cui, con umiltà e semplicità, siamo capaci di lasciarci “veramente “ guidare dallo Spirito, favorendo all’interno del gruppo un clima di comunione e di reciproca collaborazione.

Non dobbiamo, inoltre, dimenticare che gli strumenti per vivere con senso di responsabilità il servizio pastorale sono certamente:

  • la preghiera,
  • l’ascolto della Parola di Dio,
  • l’ascolto dei fratelli,
  • il discernimento spirituale,
  • l’assiduità alla vita del gruppo e alla spiritualità del RNS,
  • la partecipazione attiva alla vita ecclesiale, sacramentale,
  • l’umiltà di cuore che ci preserva da ogni arroganza e presunzione e ci fa essere semplici discepoli desiderosi di fare in ogni situazione, la volontà di Dio.

 

Nel contempo sono convinto che la “pastoralità” è uno stile da trasmettere e coltivare, facendo tesoro dell’esperienza di coloro che ci hanno preceduto nella responsabilità, nella pastoralità.

Abbiamo bisogno degli “anziani”, cioè di uomini e donne plasmati dallo Spirito, che esercitano una vera e propria paternità e maternità spirituale e sono capaci di “generare” animatori sempre più conformi al Servo di Dio.

Dopo questa premessa e tenuto conto dell’esperienza maturata in seno al RnS, desidero condividere alcune priorità relative alla funzione del consiglio pastorale, del coordinatore e del sacerdote.

Il Consiglio Pastorale deve:

  • sviluppare una “visione spirituale” per orientare il cammino della comunità secondo l’identità del RnS,
  • discernere tutto ciò che riguarda la vita della comunità individuando ed attuando gli indirizzi pastorali necessari per l’edificazione comune,
  • promuovere e favorire la formazione spirituale e carismatica della comunità come dei singoli,
  • discernere e promuovere l’esercizio carismatico,
  • individuare ed indirizzare i ministeri,
  • presiedere e partecipare a tutte le attività della comunità,
  • testimoniare un evangelico senso di appartenenza alla Chiesa e al RnS,
  • riunirsi settimanalmente per pregare, ascoltare, condividere, discernere, programmare ecc..,
  • vivere in comunione con gli organi diocesani, regionali e nazionali,
  • partecipare assiduamente agli incontri di formazione,
  • esercitare la correzione fraterna,
  • esercitare l’accompagnamento spirituale,
  • dare prova di unita sia all’interno del pastorale che all’interno della vita comunitaria, Il Buon Pastore
  • esercitare collegialmente l’autorità di servizio.

 

Il coordinatore di gruppo deve

  • Convocare, presiedere e coordinare le riunioni settimanali del consiglio pastorale.
  • Garantire e favorire l’unità interna al Pastorale e tra i membri di tutta la comunità.
  • Garantire l’unanimità del consiglio pastorale su qualunque decisione o programmazione utili alla crescita della comunità.
  • Garantire l’attuazione della programmazione definita dal consiglio pastorale.
  • Garantire l’interazione tra il consiglio pastorale e i ministeri.
  • Dare testimonianza di appartenenza alla comunità e alla spiritualità del RnS.
  • Partecipare con assiduità a tutte le attività comunitarie.
  • Rappresenta il consiglio pastorale sia dentro e fuori dalla comunità.
  • Garantire nel corso delle sedute di consiglio pastorale la partecipazione di tutti i membri non solo nella forma di “presenza” ma anche nella forma attiva di discernimento, condivisione, espressione dei propri pareri, in modo che regni sempre un clima di autentico rispetto reciproco.
  • Partecipare alle sedute di Consiglio Diocesano.

 

Il coordinatore di gruppo non deve:

  1. ritenersi il primo o il migliore di tutti ma servo di tutti,
  2. fare discernimenti personali ne prendere decisioni importanti per la vita comunitaria senza il discernimento del consiglio pastorale,
  3. autoriconoscersi carismi,
  4. ritenersi di fatto animatore della preghiera comunitaria,
  5. pretendere di avere l’ultima parola su tutto e su tutti,
  6. inibire o condizionare i fratelli della comunità per qualsiasi motivo,

 

Per quanto riguarda il ruolo del sacerdote:

“ La funzione del consigliere spirituale è quella di vigilare sull’ortodossia dell’interpretazione della Parola e delle linee dottrinali, essere servitore dei sacramenti, artefice di unità, animatore spirituale in comunione con l’organo di servizio di cui fa parte ed al quale non deve mai sostituirsi o sovrapporsi.”

Inoltre: “ deve ben guardarsi dall’invadere il campo della guida del gruppo che spetta unicamente al pastorale di servizio”.

Maggiori indicazioni sul ruolo dell'assistente spirituale fare riferimento a quanto indicato nei documenti magisteriali della Chiesa e dalle indicazioni date nel nostro Statuto e Regolamento.

 

Di conseguenza il sacerdote non deve :

  1. fare discernimenti personali relativamente ai carismi e alla vita della comunità senza un confronto all’interno del consiglio pastorale di servizio,
  2. autoriconoscersi carismi all’interno della vita del RnS,
  3. ritenersi animatore di fatto della preghiera comunitaria carismatica,
  4. esercitare qualunque forma di potere all’intero del RnS, in forza o in nome del suo ministero sacerdotale.

 

 

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